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Collaborare con un food blogger o creator locale: come funziona e cosa concordare prima

Cena omaggio o compenso, accordo scritto, hashtag #adv obbligatorio secondo le regole IAP: guida pratica per impostare collaborazioni con creator locali.

Collaborare con un food blogger o creator locale: come funziona e cosa concordare prima
In breve
  • Cena omaggio o pagamento: entrambi vanno dichiarati come pubblicità secondo IAP
  • L'accordo va messo per iscritto: numero contenuti, tempi, tag obbligatorio, uso delle foto
  • Il tag pubblicitario va all'inizio del post o in ogni storia, non nascosto tra gli hashtag
  • Scegliere il creator guardando l'engagement reale, non solo i follower

Sempre più ristoranti, trattorie e pizzerie ricevono richieste di collaborazione da food blogger e creator locali: una cena in cambio di foto e video, oppure un vero e proprio compenso per una campagna social. È una leva di marketing utile, ma va gestita con qualche accortezza pratica e normativa, altrimenti si rischia di violare le regole sulla trasparenza pubblicitaria.

Cena omaggio o compenso in denaro

Non c'è una formula giusta in assoluto. La cena omaggio funziona bene con creator locali di piccole-medie dimensioni, per contenuti occasionali. Il compenso in denaro ha senso quando si chiede un pacchetto di contenuti più strutturato (più post, reel, storie con copertura di più settimane) o quando il creator ha una fanbase consolidata. In entrambi i casi, dal punto di vista della normativa pubblicitaria non cambia nulla: qualora vi sia un effettivo rapporto giuridico patrimoniale tra titolare del brand e influencer, quest'ultimo deve aggiungere nei propri commenti/post una delle diciture previste dalla Digital Chart. La cena gratis, quindi, non è "meno pubblicità" del compenso in denaro: va dichiarata comunque.

Cosa mettere per iscritto

Anche con un creator alle prime armi, conviene fissare per iscritto (basta una mail o un messaggio con conferma) almeno:

  • numero di contenuti concordati (post, reel, storie) e piattaforma;
  • tempi di pubblicazione, con una data indicativa;
  • obbligo del tag pubblicitario (vedi sotto);
  • diritti di utilizzo delle foto e dei video: può il ristorante ripubblicarli sui propri canali o usarli per il sito?
  • eventuale esclusiva (per esempio: no collaborazioni con locali concorrenti nello stesso periodo).

Non serve un contratto complesso, ma un accordo scritto evita equivoci su tempi e contenuti, il problema più frequente segnalato dai ristoratori che hanno provato queste collaborazioni.

Il tag pubblicitario non è facoltativo

Le regole IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria), riconosciute anche dall'AGCM, si applicano a qualsiasi contenuto realizzato in cambio di un vantaggio economico, compresa una cena omaggio. Il creator deve inserire in modo visibile e chiaro nella parte iniziale del post una dicitura come "Pubblicità", "Sponsorizzato da…brand" o "in collaborazione con…brand", oppure entro i primi tre hashtag una delle diciture "#Pubblicità", "#Sponsorizzato da…brand" o "#adv" unitamente al nome del brand. Non basta scriverlo in fondo alla didascalia in mezzo ad altri hashtag: non è sufficiente nascondere la disclosure in mezzo ad altri hashtag o alla fine del testo. Su Instagram, l'etichetta pubblicitaria deve comparire su ogni singola storia pubblicata, non solo sul post principale. Chi non rispetta queste indicazioni rischia segnalazioni: l'IAP monitora il rispetto delle regole e può richiedere la rimozione del contenuto, mentre il caso può essere segnalato all'AGCM con possibili sanzioni economiche. Vale la pena chiarirlo al creator prima di iniziare la collaborazione, mettendolo per iscritto nell'accordo.

Come scegliere il creator giusto

I follower contano meno di quanto sembri. Prima di rispondere a una proposta, conviene guardare:

  • il tasso di interazione reale (commenti e salvataggi, non solo i like) rispetto al numero di follower;
  • se il pubblico è coerente con la zona del locale (follower locali vs follower sparsi ovunque);
  • la qualità dei commenti: domande vere, prenotazioni citate, oppure solo emoji;
  • contenuti precedenti simili, per capire lo stile e se è adatto al proprio locale.

Un creator con pochi follower ma alta interazione locale spesso porta più clienti reali di un profilo grande e generico.

Cosa fare subito

Prima di accettare una collaborazione: scrivere due righe di accordo (contenuti, tempi, tag, uso foto), verificare l'engagement reale del profilo e ricordare al creator l'obbligo del tag pubblicitario fin dal primo messaggio.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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