Influencer che chiede la cena gratis in cambio di un post: come valutare la richiesta
Criteri per valutare le richieste di ospitate gratuite, alternative da proporre e obblighi di trasparenza pubblicitaria da conoscere prima di dire sì.

- Chiedere sempre dati oggettivi: follower reali, engagement, pubblico locale, esempi di lavori precedenti
- Proporre alternative alla gratuità totale: sconto, contenuto concordato per iscritto
- Come rifiutare in modo professionale senza bruciare il contatto
- Le regole AGCOM/IAP impongono diciture come #invitedby o #pubblicità anche per le ospitate non pagate
Capita sempre più spesso: un profilo social scrive al ristorante proponendo una cena gratuita "in cambio di visibilità". Prima di rispondere sì o no, conviene avere un metodo. La richiesta va valutata come qualsiasi altra collaborazione commerciale, con criteri oggettivi e un accordo chiaro, anche quando non c'è scambio di denaro.
Cosa chiedere prima di accettare
Non basta il numero di follower. Prima di dare una risposta, un ristoratore dovrebbe farsi mandare:
- Numero di follower e provenienza del pubblico: se il profilo ha molti follower ma pochi sono della zona, la ricaduta locale sarà minima.
- Engagement rate: quanti like, commenti e salvataggi genera in media un post, non solo quanti follower ha. Un profilo con 5.000 follower molto attivi può valere più di uno con 50.000 follower silenziosi.
- Esempi di collaborazioni precedenti: chiedere due o tre post fatti per altri locali, per capire stile, qualità delle foto e tono dei testi.
- Cosa offre in cambio: quanti contenuti (storie, post, reel), su quali piattaforme, quando verranno pubblicati.
Senza questi elementi, la richiesta resta generica e difficile da valutare.
Un'alternativa alla gratuità totale
Non è obbligatorio scegliere tra "sì gratis" e "no". Si può proporre:
- uno sconto sul conto invece della cena omaggio;
- un contenuto concordato per iscritto (numero di post, hashtag, tag del locale, data di pubblicazione);
- un tavolo per due invece che per un gruppo di amici.
Mettere tutto per iscritto, anche solo via email o messaggio, evita fraintendimenti su cosa è stato promesso da entrambe le parti.
Come dire no senza bruciare il contatto
Se la proposta non convince, meglio un rifiuto educato e motivato ("al momento non abbiamo budget per collaborazioni di questo tipo") piuttosto che il silenzio. Lascia la porta aperta per il futuro e non genera recensioni negative per ripicca.
La trasparenza pubblicitaria non è facoltativa
Anche quando non ci sono soldi di mezzo, la cena offerta è comunque un vantaggio economico che va dichiarato. Per le ospitalità o i servizi ricevuti gratuitamente, come nei ristoranti, la dicitura corretta prevista è "#invitedby… / invitato da…", citando chi ha offerto l'esperienza. In generale è previsto l'obbligo di inserire in modo ben visibile nella parte iniziale del post una dicitura come "Pubblicità/Advertising", "Sponsorizzato da… brand/Sponsored by… brand" o "in collaborazione con brand" quando il contenuto può influenzare le scelte dei consumatori.
Queste regole derivano dalle Linee guida AGCOM per gli influencer, dal Codice del Consumo applicato dall'AGCM e dal Regolamento Digital Chart dello IAP. Chi non rispetta la trasparenza rischia sanzioni che colpiscono l'influencer, ma indirettamente anche il locale coinvolto in caso di pubblicità occulta.
Cosa fare subito
- Prima di rispondere a una richiesta di ospitata, chiedere sempre numeri e pubblico dell'influencer, non fidarsi solo dell'aspetto del profilo.
- Mettere per iscritto cosa viene offerto e cosa ci si aspetta in cambio.
- Verificare che nei contenuti pubblicati compaia una dicitura di trasparenza come "#invitedby" o "#pubblicità": è una tutela anche per il ristorante.



