Palmari per le comande: quanto costano e quale scegliere per la sala
Acquisto da 300 a 800 euro per dispositivo o app su smartphone: cosa conviene in base ai turni e ai tavoli della sala.

- <parameter name="item">Palmari dedicati in vendita tra 288 e 699 euro a seconda del modello
- secondo i listini pubblici di più rivenditori
Un palmare dedicato per le comande costa in acquisto tra 288 e 699 euro per unità, secondo i listini pubblici dei rivenditori specializzati consultati a ottobre 2026. In alternativa, un'app su smartphone collegata al gestionale di cassa azzera il costo del dispositivo ma aggiunge un canone mensile. La scelta giusta dipende da quanti turni fa la sala e da quanti tavoli deve coprire un solo cameriere.
Quanto costa comprare un palmare
Sui listini di SDSP, rivenditore specializzato in dispositivi per la ristorazione, si trovano tre fasce di prezzo per i modelli più diffusi:
| Modello | Prezzo |
|---|---|
| IMIN Swift1 Pro (display 6,5", Android 13, 4/32 GB) | 288 – 505 € |
| Sunmi M3 (display 6,8", Android 14, 3/32 GB) | 300 – 345 € |
| IMIN Swift 2 Pro con stampante integrata da 57 mm | 320 – 370 € |
Su altri cataloghi si trovano anche modelli più semplici sotto i 350 euro e versioni con stampante e POS integrati che arrivano a 699 euro, mentre i palmari professionali più robusti, pensati per cadute e liquidi, possono superare i 500-800 euro per unità.
Palmare dedicato o app su smartphone
Il confronto non si ferma al prezzo del dispositivo. In Italia il palmare si paga due volte: l'apparecchio, uno per cameriere, e il software, con un canone per dispositivo sopra al gestionale. E quasi nessuno pubblica il prezzo — arriva con il preventivo, in base a quanti palmari chiedi. Il gestionale che sta sotto, cioè il software di cassa a cui il palmare si appoggia, costa da 40 a 69 € al mese per punto cassa, a listino a settembre 2026, a cui si somma il canone per ogni dispositivo aggiuntivo.
L'alternativa che sta guadagnando terreno è l'app che gira direttamente sullo smartphone che il cameriere ha già in tasca, senza comprare hardware dedicato: in questo caso il costo si concentra solo sul gestionale e sugli eventuali accessi per utente.
Quando conviene l'uno o l'altro
Secondo il manuale "Tecnologia e ristorazione" di Confcommercio e Fipe, la digitalizzazione della comanda non è una soluzione universale, ma la sua adozione va valutata a seconda del format e del posizionamento del locale. Nel fine dining, dove il contatto visivo con il cliente conta quanto il piatto, il taccuino resta spesso preferibile. Per una sala piccola con un solo turno, lo smartphone con l'app giusta copre le esigenze senza investimento iniziale. Per un locale con più turni, alta rotazione e personale meno esperto, il palmare robusto riduce i guasti da caduta o contatto con liquidi e regge meglio l'uso intensivo.
Lo stesso manuale segnala un rischio pratico da non sottovalutare: la velocità di invio può creare un ingorgo in cucina se più camerieri inseriscono comande complesse nello stesso momento, in una sala affollata senza una cucina strutturata per gestire i picchi.
Cosa fare subito
Prima di comprare, chiedere al fornitore del gestionale di cassa già in uso se supporta un'app su smartphone oltre al palmare dedicato: spesso evita l'acquisto di hardware aggiuntivo. Chiedere sempre il preventivo con il costo per punto cassa, il canone per dispositivo extra e l'integrazione con il registratore telematico già installato in sala.




