Dehors: la riforma slitta al 2027, il regime semplificato resta valido fino a giugno
Il decreto sui dehors non è ancora legge: il Governo ha tempo fino al 31 dicembre 2026. Il regime Covid resta valido fino al 30 giugno 2027.

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Chi gestisce un bar o un ristorante con dehors, tavolini e pedane all'aperto deve sapere una cosa prima di tutto: la riforma definitiva non è ancora legge. Il decreto legislativo che dovrebbe ridisegnare le regole su dehors e occupazione di suolo pubblico è ancora in fase di elaborazione: il Governo ha tempo fino al 31 dicembre 2026 per adottarlo, dopo che la Legge Semplificazioni ha prorogato il termine originario. Nel frattempo, chi ha già una struttura installata con le regole nate durante il Covid può stare tranquillo fino al 30 giugno 2027.
Cosa dice oggi la norma in vigore
La nuova norma proroga al 31 dicembre 2026 il termine per l'esercizio della delega governativa, inizialmente fissato al 18 dicembre 2025. Si tratta della Legge 182/2025, la cosiddetta Legge Semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 18 dicembre. Contestualmente, le agevolazioni per i dehors, nate durante l'emergenza COVID, vengono estese fino al 30 giugno 2027, prolungando di un anno e mezzo la validità delle autorizzazioni temporanee di occupazione del suolo pubblico, inizialmente previste fino al 31 dicembre 2025. Chi ha un titolo emergenziale in corso, quindi, non deve fare nulla di nuovo fino a quella data.
Cosa prevede la bozza del decreto in arrivo
Il testo su cui lavora il Governo, in attuazione dell'articolo 26 della Legge 193/2024, punta a superare il regime emergenziale con regole stabili. Secondo la bozza, l'autorizzazione paesaggistica sarà richiesta unicamente per l'installazione di dehors in spazi pubblici "strettamente prospicienti" a beni culturali di "valore identitario eccezionale e altamente rappresentativo dei luoghi"; in tutti gli altri casi, anche nei centri storici, la competenza tornerà ad essere esclusivamente comunale, tramite la normale richiesta di occupazione suolo pubblico e il pagamento del canone. Per i casi che restano soggetti a tutela, la Soprintendenza dovrà pronunciarsi entro 45 giorni, con la regola del silenzio-assenso in caso di mancata risposta, secondo l'impostazione finora circolata. È bene però ricordare che si tratta ancora di una bozza: su altri provvedimenti paralleli in materia di autorizzazione paesaggistica il Parlamento ha già respinto meccanismi di silenzio-assenso automatico, quindi il testo definitivo potrebbe cambiare rispetto alle anticipazioni.
Sul fronte comunale, i Comuni saranno chiamati a stabilire le modalità di occupazione del suolo pubblico, fissando canoni e criteri uniformi, e a vigilare sul rispetto delle regole, potendo anche stipulare accordi con le Soprintendenze per uniformare le tipologie di dehors ammissibili.
Cosa fare da qui a fine anno
Alcuni Comuni si sono già mossi per gestire la transizione: a Roma il termine per le domande di occupazione suolo pubblico è stato prorogato al 31 marzo 2026 per consentire ai locali di adeguarsi. È un segnale utile: conviene controllare periodicamente il regolamento del proprio Comune, in particolare l'ufficio Commercio o SUAP, perché le scadenze locali possono anticipare o adattare i termini nazionali.
Informazioni pratiche
- Riferimenti normativi: art. 26, Legge 193/2024; art. 50, Legge 182/2025 (GU n. 281 del 3 dicembre 2025, in vigore dal 18 dicembre 2025).
- Scadenza delega al Governo per il decreto definitivo: 31 dicembre 2026.
- Validità dei titoli emergenziali già ottenuti: fino al 30 giugno 2027.
- Cosa fare subito: nessun adempimento urgente se il dehors è già autorizzato in regime emergenziale; verificare comunque sul sito del proprio Comune eventuali scadenze locali per il rinnovo delle domande.
- A chi rivolgersi: ufficio Commercio/SUAP del Comune di competenza, o le associazioni di categoria (FIPE-Confcommercio, Fiepet-Confesercenti) per aggiornamenti sul testo definitivo del decreto.



