Norme e fisco

SCIA ristorante: cosa serve, documenti e i 60 giorni di controllo del Comune

Il Comune ha 60 giorni (art. 19 L. 241/1990) per verificare la SCIA di un ristorante. L'attività parte subito, ma i requisiti vanno già posseduti.

SCIA per aprire un ristorante: documenti, requisiti e tempi di risposta del Comune
In breve
  • La SCIA si presenta solo online al SUAP del Comune, spesso tramite impresainungiorno.gov.it
  • Servono requisiti morali (per tutti i soci) e professionali (per titolare o preposto)
  • Con la SCIA si può iniziare subito, ma il Comune verifica dopo e può bloccare l'attività se manca un requisito
  • Attenzione a zone soggette a programmazione o vincoli: qui può servire un'autorizzazione, non basta la SCIA

Chi apre un ristorante, una pizzeria o un bar può iniziare l'attività dal giorno stesso in cui presenta la SCIA al SUAP del Comune. Ma non è una partenza senza rischi: l'ente ha 60 giorni di tempo dal ricevimento della segnalazione per verificare i requisiti dichiarati, come stabilisce l'articolo 19 della legge 241/1990, e può ancora intervenire se qualcosa non torna.

Quanti giorni ha il Comune per i controlli

La regola è la stessa in tutta Italia perché deriva da una legge nazionale, non da un regolamento comunale. Ai sensi dell'art. 19 della legge 241/1990 entro 60 giorni dalla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività il competente SUAP procede alla verifica e all'accertamento dei requisiti previste dalla normativa. Se in questo periodo il Comune non trova nulla di irregolare, l'attività prosegue senza bisogno di ulteriori comunicazioni.

Se invece emergono carenze, l'ente non chiude subito il locale: in caso di carenza, quest'ultima può chiedere l'integrazione degli stessi entro un termine fissato non inferiore a 30 giorni. Solo se il titolare non si mette in regola entro quel nuovo termine, l'attività si considera vietata.

Fase Termine Riferimento
Avvio dell'attività Dal giorno della presentazione della SCIA Art. 19 L. 241/1990
Verifica dei requisiti da parte del Comune Entro 60 giorni dal ricevimento Art. 19, c. 3, L. 241/1990
Richiesta di conformazione in caso di carenze Termine non inferiore a 30 giorni Art. 19, c. 3, L. 241/1990
Oltre i 60 giorni senza provvedimenti Il Comune può intervenire solo in autotutela, per motivi di salute, sicurezza, ambiente o beni culturali Art. 19, c. 4, L. 241/1990

C'è un'eccezione che vale solo per chi manipola alimenti e beni sensibili: decorso il termine di 60 giorni, l'Amministrazione competente può intervenire solo mediante provvedimenti in autotutela e può bloccare l'impresa solo se la SCIA riguarda una attività che comporta "pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale". Per un ristorante, la salute pubblica (igiene alimentare) rientra proprio tra questi interessi, quindi non conviene mai contare sul semplice decorso del tempo per sanare una pratica incompleta.

Dove e come si presenta la SCIA

La segnalazione va inviata esclusivamente in via telematica al SUAP del Comune dove si trova il locale, tramite il portale dell'ente o la piattaforma nazionale Impresainungiorno.gov.it. Alcuni Comuni chiedono che SCIA e allegati, se non inoltrati tramite il portale, dovranno essere prodotti in formato pdf firmati digitalmente e trasmessi a mezzo PEC (posta elettronica certificata).

I requisiti da avere già il giorno della presentazione

Non basta compilare il modulo: il richiedente deve quindi essere in possesso dei requisiti richiesti fin dal momento della presentazione della SCIA. Si dividono in due famiglie.

Requisiti morali: assenza di condanne o misure ostative previste dalla normativa antimafia e dal Testo Unico di pubblica sicurezza. Vanno autocertificati dal legale rappresentante e, in caso di società, da tutti i componenti del consiglio di amministrazione.

Requisiti professionali (SAB): serve una tra queste condizioni: aver frequentato con esito positivo un corso professionale riconosciuto dalla regione per il commercio o la somministrazione di alimenti; aver maturato esperienza pratica nel settore; oppure essere in possesso di un diploma di scuola superiore o di laurea attinente al commercio o alla somministrazione di alimenti.

Quali documenti allegare

Oltre alle autodichiarazioni, alla SCIA vanno di norma allegati: planimetria del locale firmata da un tecnico, asseverazione di conformità edilizio-urbanistica, documentazione societaria (visura camerale, codici fiscali, documenti d'identità) e la notifica sanitaria all'ASL, che in molti Comuni viaggia come allegato della stessa pratica: SCIA per inizio attività più SCIA per notifica sanitaria. La notifica sanitaria deve essere presentata compilando un apposito allegato della SCIA unica, che è trasmesso a cura del SUAP all'ASL.

Zone soggette a programmazione

Nei centri storici o nelle aree con piani di contingentamento dei pubblici esercizi le regole di apertura possono essere diverse rispetto al resto del territorio comunale. Prima di firmare un contratto di locazione conviene chiedere al SUAP se l'indirizzo scelto rientra in una zona vincolata: la risposta cambia i documenti da presentare e, in alcuni casi, la possibilità stessa di aprire in quel punto.

Cosa fare subito

Verifica se possiedi già un requisito professionale valido o se devi seguire un corso. Controlla sul sito del SUAP del Comune la modulistica aggiornata e se l'indirizzo scelto ha vincoli di programmazione. Prepara planimetria e documentazione societaria insieme a un tecnico abilitato, perché l'attività parte dal giorno dell'invio ma i 60 giorni di controllo successivi restano comunque aperti.

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