Norme e fisco

Imballaggi in plastica monouso: la legge 173/2026 apre a biodegradabilità e compostabilità

Dal 7 ottobre 2026 in vigore la legge 173/2026: imballaggi in plastica monouso certificati compostabili restano sul mercato oltre il 2030, ma i piatti di plastica restano vietati.

Imballaggi in plastica monouso: la legge 173/2026 apre a biodegradabilità e compostabilità
Foto FIPE
In breve
  • Legge 5 ottobre 2026 n. 173 converte il DL 143/2026 ed è in vigore dal 7 ottobre 2026
  • Introdotto l'art. 226-quinquies nel Testo Unico Ambientale (D.Lgs 152/2006)
  • Deroga al divieto UE del 1° gennaio 2030 per imballaggi certificati biodegradabili e compostabili (vassoi, bicchieri, bustine di condimenti, zucchero, panna)
  • I piatti di plastica restano esclusi e vietati per effetto della Direttiva SUP; la Commissione UE segnala possibili profili di incoerenza anche per gli altri imballaggi

Dal 7 ottobre 2026 è in vigore la legge 5 ottobre 2026 n. 173, che converte il decreto-legge n. 143/2026 (il cosiddetto "DL Imballaggi compostabili"). Lo rende noto FIPE. La norma riguarda da vicino bar e ristoranti perché definisce quali imballaggi in plastica monouso per alimenti e bevande potranno restare sul mercato italiano anche dopo il 2030, a patto che siano certificati biodegradabili e compostabili.

Cosa cambia per il locale

Il contesto è il regolamento UE 2025/40 (PPWR), che dal 1° gennaio 2030 vieta l'immissione sul mercato di imballaggi monouso in plastica per il consumo nei locali: vassoi, piatti e bicchieri monouso, sacchetti, scatole, oltre a bustine e vaschette per condimenti, conserve, salse, panna da caffè e zucchero. Restano esclusi dal divieto gli imballaggi per l'asporto e quelli necessari in strutture con requisiti medici di cura individuale.

La legge 173/2026 introduce nel Testo Unico Ambientale (D.Lgs 152/2006) il nuovo articolo 226-quinquies, che consente di sottrarre al divieto UE questi imballaggi se certificati biodegradabili e compostabili secondo la disciplina nazionale, facendoli così restare in commercio anche oltre il 2030.

Secondo FIPE, un punto fermo riguarda però i piatti di plastica: la Commissione europea, nelle osservazioni del 6 luglio 2026 sulla procedura TRIS 2026/0167/IT, ha chiesto di escluderli dalla nuova regola tecnica italiana perché già vietati dall'art. 5 della Direttiva SUP (direttiva UE 2019/904). Il rilievo è stato recepito: i piatti di plastica, anche se compostabili, non rientrano nella deroga.

Un nodo ancora aperto

FIPE segnala che la Commissione ha anche richiamato la procedura di infrazione INFR(2024)2053, già avviata contro l'Italia per il recepimento della Direttiva SUP, e ha espresso dubbi sul fatto che consentire la permanenza sul mercato degli altri imballaggi compostabili (bicchieri, vassoi, bustine) sia pienamente coerente con l'obbligo di ridurre il consumo di plastica monouso previsto dalla direttiva stessa. Non è quindi escluso che la materia venga rivista nei prossimi mesi.

Cosa può fare un ristoratore ora

In attesa di eventuali ulteriori precisazioni, chi acquista stoviglie e imballaggi monouso dovrebbe:

  • verificare con il fornitore la certificazione di biodegradabilità e compostabilità dei prodotti acquistati;
  • evitare di puntare su piatti di plastica, anche se proposti come compostabili, perché restano vietati;
  • tenere d'occhio gli aggiornamenti su questa norma, viste le osservazioni ancora pendenti della Commissione europea.

Fonte: FIPE

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