Spreco alimentare: FIPE rilancia doggy bag e menù flessibili al ristorante
Nella Giornata internazionale contro lo spreco alimentare, FIPE punta su doggy bag e menù flessibili per ridurre gli sprechi anche fuori casa.

- Il rapporto Waste Watcher 2026 segnala differenze territoriali: Nord 472,2 g/settimana pro capite, Centro 510 g, Sud 507,9 g
Il 29 settembre si celebra la 7ª Giornata internazionale di prevenzione e consapevolezza sulle perdite e sprechi alimentari. In occasione della presentazione dell'Osservatorio internazionale Waste Watcher 2026, il presidente di FIPE Confcommercio, Lino Stoppani, ha ricordato che "l'attenzione deve riguardare anche i consumi fuori casa" — un punto che riguarda direttamente chi gestisce bar e ristoranti.
Gli strumenti per i pubblici esercizi
FIPE segnala due iniziative concrete già attive nel settore. La prima è "Rimpiattino", progetto realizzato con Comieco che promuove l'uso della doggy bag nei ristoranti, per permettere ai clienti di portare a casa cibo e bevande non consumati. La seconda è la campagna "Love Food, No Waste", una piattaforma di sensibilizzazione nazionale che coinvolge gli operatori in percorsi formativi, valorizza le buone pratiche adottate dagli chef e promuove soluzioni come i menù flessibili.
Secondo Stoppani, si tratta di "azioni che possono contribuire concretamente a costruire una cultura più attenta e responsabile nella gestione degli alimenti".
Cosa dice il rapporto Waste Watcher 2026
L'indagine, condotta su base nazionale, mostra un Paese frammentato: il Nord risulta lievemente più virtuoso con 472,2 grammi di cibo sprecato pro capite a settimana, contro 510,0 grammi del Centro e 507,9 grammi del Sud. Rispetto al 2025 gli andamenti sono opposti: il Sud migliora di 10 punti percentuali, il Centro peggiora di 15 punti, penalizzato soprattutto da pane fresco e prodotti lattiero-caseari.
Tra le cause indicate dagli intervistati: il 36% lamenta il rapido deterioramento di frutta e verdura, il 33% dimentica il cibo in frigo o dispensa fino a scadenza, il 32% attribuisce responsabilità alla filiera commerciale. Pesano anche fattori comportamentali: il 28% acquista per paura di scorte insufficienti, un altro 28% non gradisce gli avanzi, il 25% cita le troppe offerte promozionali nei punti vendita.
Cosa può fare un ristoratore
Chi gestisce un locale può valutare da subito l'adozione della doggy bag come pratica standard in sala, informandosi sul progetto Rimpiattino, e considerare l'introduzione di menù con porzioni o piatti flessibili per limitare gli scarti in cucina, seguendo i percorsi formativi proposti dalla campagna Love Food, No Waste.
Fonte: FIPE



