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La piattaforma cambia le commissioni all'improvviso: cosa può fare davvero il ristoratore

Come leggere la clausola di modifica unilaterale nei contratti con le piattaforme e quali strade concrete ha un ristoratore quando le commissioni salgono.

La piattaforma cambia le commissioni all'improvviso: cosa può fare davvero il ristoratore
In breve
  • Quasi tutte le piattaforme di delivery e prenotazione si riservano il diritto di modificare unilateralmente tariffe e condizioni
  • I tempi di preavviso variano: Deliveroo indica almeno 15 giorni per iscritto, altre piattaforme parlano di preavviso 'ragionevole'
  • La Cassazione ha chiarito che il potere di modifica unilaterale non è illimitato e va esercitato in buona fede
  • Negoziare tramite un'associazione di categoria può portare a condizioni agevolate, come nel caso dell'accordo FIPE-Quandoo

Un'email o una notifica in app: "Le condizioni del tuo contratto cambiano". Capita spesso a chi lavora con piattaforme di prenotazione o delivery, e la reazione istintiva è chiedersi se si possa fare qualcosa. La risposta breve è sì, ma bisogna sapere dove guardare e quali tempi ha davanti.

Cosa prevedono i contratti

Quasi tutte le piattaforme inseriscono nei propri termini di servizio una clausola che riserva loro il diritto di modificare unilateralmente le condizioni economiche, comprese le commissioni. È il cosiddetto "ius variandi": una facoltà legittima, ma non illimitata. Una recente ordinanza della Cassazione, relativa a un caso tra una compagnia aerea e un'agenzia di viaggi, ha ribadito che il potere di modifica unilaterale del contratto, anche se previsto da una clausola, non è illimitato e deve essere esercitato nel rispetto del principio di buona fede e correttezza, che impedisce di svuotare di contenuto economico la prestazione della controparte.

I tempi di preavviso, piattaforma per piattaforma

Non esiste un termine unico: ogni piattaforma fissa il proprio nei termini e condizioni per esercenti. Deliveroo, ad esempio, scrive nei propri termini per i partner che comunicherà tali modifiche al Partner per iscritto almeno 15 giorni prima dell'entrata in vigore, salvo quando sia consentito dalla normativa applicabile un periodo di preavviso più breve o qualora venga previsto un periodo maggiore. Uber Eats, nei propri termini per gli esercenti, parla invece di un preavviso "ragionevole", come consentito dalla legge applicabile, senza indicare un numero fisso di giorni, e precisa che non c'è alcun preavviso per le modifiche richieste dalla legge o per quelle favorevoli all'esercente. Il consiglio pratico è uno solo: andare a rileggere la clausola specifica nel contratto firmato, perché i numeri cambiano da un operatore all'altro e nel tempo.

Le tre strade concrete

Di fronte a una modifica già notificata, un ristoratore ha in sostanza tre opzioni:

  • Restare e accettare: se l'aumento è marginale o compensato da nuovi servizi, spesso la scelta più semplice è continuare, magari monitorando l'impatto sul food cost per un paio di mesi.
  • Negoziare: scrivere all'account manager chiedendo chiarimenti o condizioni diverse, soprattutto se il locale genera volumi significativi per la piattaforma.
  • Recedere: se il contratto lo consente, disdire nei tempi previsti. Va verificato se ci sono hardware a noleggio o comodato da restituire e se sono richiesti moduli specifici.

Quando conviene passare dall'associazione di categoria

Il singolo ristoratore ha poco peso contrattuale rispetto a una piattaforma internazionale. Le associazioni di categoria possono invece negoziare condizioni collettive: FIPE-Confcommercio, ad esempio, ha stipulato un accordo con Quandoo per sostenere la digitalizzazione dei ristoranti, grazie al quale le imprese associate possono accedere a condizioni agevolate sul piano dedicato ai ristoranti. Anche il tema delle commissioni resta sotto osservazione delle autorità: la Commissione UE ha aperto un'indagine su alcune piattaforme di delivery per verificare eventuali pratiche anticoncorrenziali sul mercato.

Cosa fare ora: recuperare il contratto firmato con la piattaforma, individuare la clausola di modifica unilaterale e il termine di preavviso previsto, calcolare l'impatto reale della variazione sul margine e, se il numero non torna, scrivere prima alla piattaforma e poi, se non c'è risposta, all'associazione di categoria di riferimento.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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