Euro digitale: FIPE e le associazioni chiedono commissioni azzerate sui micropagamenti
Confcommercio, Confesercenti, FIPE e Netcomm propongono a Banca d'Italia di azzerare le commissioni sui micropagamenti con l'euro digitale, integrandolo sui POS esistenti.

- Le associazioni chiedono benchmark europei trasparenti invece delle medie dei circuiti privati
- Proposta di azzeramento commissioni per transazioni sotto i 20 euro, il 54% dei pagamenti in Europa secondo BCE
- Integrazione richiesta senza costi aggiuntivi sui 4 milioni di POS attivi in Italia
- Funzionalità offline per garantire incassi anche durante blackout di rete
Confcommercio, Confesercenti, FIPE e Netcomm hanno presentato a Banca d'Italia una posizione condivisa sull'euro digitale, chiedendo l'azzeramento delle commissioni sui micropagamenti e una piena integrazione con i sistemi di pagamento già in uso. La proposta è stata illustrata il 25 settembre 2026 a Roma, durante il convegno "Euro digitale: al lavoro per il futuro della moneta", nell'ambito della Rome Future Week, con la partecipazione di Banca d'Italia.
Per chi gestisce un bar o un ristorante il tema tocca direttamente i costi di gestione: ogni pagamento con carta o app comporta una commissione, e su un caffè o uno scontrino da pochi euro l'incidenza percentuale può essere alta.
I punti della proposta
Le quattro associazioni chiedono che i costi di accettazione della nuova moneta pubblica non vengano calcolati sulle medie commissionali dei circuiti privati esistenti, ma su un benchmark europeo trasparente, orientato ai livelli di massima efficienza.
Il punto più concreto per i piccoli esercenti riguarda i micropagamenti: la richiesta è l'azzeramento delle commissioni per le transazioni di piccolo importo, in ogni canale di vendita. Secondo dati BCE citati da FIPE, nei negozi dell'area euro il 54% delle transazioni è inferiore a 20 euro: una soglia che riguarda da vicino bar, pasticcerie e locande.
Le associazioni chiedono inoltre che l'euro digitale funzioni anche offline, per non perdere incassi durante blackout di rete, e che si integri sui 4 milioni di POS già attivi in Italia senza nuovi costi di adeguamento per le imprese, oltre che sui registratori telematici.
Il contesto
Secondo l'Osservatorio Pagamenti Digitali del Politecnico di Milano, nel 2025 le transazioni digitali in Italia hanno raggiunto 518 miliardi di euro, il 45% dei consumi complessivi, superando il contante. La BCE segnala però che il mercato europeo dei pagamenti è concentrato: 12 grandi operatori controllano il 78% delle transazioni, il 43% dei quali extra-UE. Una concentrazione che, secondo le associazioni, pesa soprattutto sulle micro e piccole imprese, con commissioni proporzionalmente più alte rispetto a quelle della grande distribuzione.
Per ora si tratta di una proposta al tavolo con Banca d'Italia: non ci sono ancora tempistiche di attuazione dell'euro digitale né importi definiti sulle commissioni. È un dossier da seguire nei prossimi mesi, perché toccherà direttamente i costi di incasso di bar e ristoranti.
Fonte: FIPE



