Asporto giù, delivery su: cosa dicono i dati FIPE prima di investire a settembre
FIPE registra asporto in calo e delivery in crescita a marzo 2026. Ma il margine reale dipende dalle commissioni: ecco come calcolarlo prima di investire.

- FIPE: a marzo 2026 l'asporto perde il 12,5% di visite, il delivery cresce del 2,3%
- A maggio 2026 il delivery rallenta: -0,6% visite, -3,3% valore, segno che non è un canale automatico
- INAPP: commissione media piattaforme nella ristorazione al 18,2% del fatturato intermediato (2021), oltre un terzo delle imprese paga più del 20%
- Prima di aumentare il budget delivery, calcolare food cost, packaging, commissione e costo del lavoro per ordine
Con il rientro di settembre, uffici e scuole tornano a ritmo pieno e cambiano anche le occasioni di consumo fuori casa. È il momento in cui molti locali decidono se rilanciare il volantinaggio per l'asporto o spingere sul delivery. I numeri dell'Ufficio Studi FIPE aiutano a orientare la scelta, ma vanno letti con attenzione perché il quadro non è lineare.
Cosa dicono i dati FIPE
Secondo il monitoraggio FIPE sui consumi fuori casa, i locali con cibo da asporto a marzo 2026 hanno registrato una flessione del 12,5% nelle visite e del 13,0% nel valore rispetto a marzo 2025, mentre il food delivery è cresciuto del 2,3% nelle visite e del 5,1% nel valore. Un divario netto, che sembra premiare la comodità della consegna a casa rispetto al ritiro in negozio.
Ma il mese successivo ridimensiona l'entusiasmo: nell'aggiornamento di maggio il delivery segna una battuta d'arresto, mentre l'asporto continua a perdere terreno in modo marcato. Il messaggio per chi gestisce un locale è chiaro: il delivery non è un canale che cresce da solo, va progettato e misurato mese per mese.
Il vero costo delle piattaforme
Prima di aumentare il budget sul delivery, serve sapere quanto resta davvero in tasca su ogni ordine. Un riferimento utile arriva dall'INAPP: secondo la Digital Platform Survey 2022, nella ristorazione la commissione media pagata alle piattaforme era pari al 18,2% del fatturato intermediato nel 2021, contro il 16,7% della media complessiva dei settori analizzati. La media però nasconde forti differenze: tra le imprese della ristorazione che pagavano una commissione in percentuale sul fatturato intermediato, il 35,7% pagava più del 20%. Inoltre il 68,2% delle imprese della ristorazione che utilizzavano piattaforme canalizzava gli incassi attraverso la piattaforma stessa, un dettaglio che incide su tempi di incasso e flusso di cassa.
Cosa fare subito
Prima di ristampare volantini o alzare il budget pubblicitario, conviene prendere gli ordini delivery e asporto degli ultimi mesi e calcolare, voce per voce: food cost, packaging, commissione, costo del lavoro ed eventuali promozioni. Solo così si capisce se una referenza è davvero redditizia o se sta solo riempiendo il conto ordini senza lasciare margine reale.



