Querela per diffamazione contro una recensione: quando ha senso farla e quanto costa
Guida pratica per ristoratori: quando una recensione negativa diventa reato, come si sporge querela, tempi e costi indicativi di un avvocato.

- La critica, anche dura, è legittima se si basa su fatti veri, è pertinente e non contiene insulti gratuiti
- La querela per diffamazione va presentata entro 3 mesi da quando si viene a conoscenza della recensione
- Un avvocato per la sola querela costa indicativamente 200-500 euro, di più se si arriva a processo o causa civile
- Prima della via legale conviene esaurire le segnalazioni alle piattaforme e valutare il rapporto costi-benefici
Una recensione negativa può far male all'immagine di un ristorante, ma non tutte le recensioni negative sono diffamatorie. Prima di rivolgersi a un avvocato, ogni gestore dovrebbe sapere cosa dice davvero la giurisprudenza e quanto può costare, in tempo e denaro, la via legale.
Prima le piattaforme, poi l'avvocato
La segnalazione a Google o TripAdvisor per la rimozione della recensione dovrebbe essere sempre il primo passo, anche se raramente porta a una cancellazione rapida. Chiedere la rimozione alle piattaforme online è spesso inutile: capita raramente che Google o Tripadvisor cancellino un contenuto, anche in casi apparentemente evidenti. Per questo motivo un legale esperto consiglia di considerare la denuncia-querela come extrema ratio, da valutare solo dopo aver esaurito le altre strade.
Quando la critica è legittima e quando diventa reato
La giurisprudenza penale distingue tra diritto di critica (tutelato dall'articolo 21 della Costituzione) e diritto alla reputazione (tutelato dall'articolo 595 del codice penale). Si entra nel campo della diffamazione tutte le volte in cui la critica, anziché avere ad oggetto il prodotto e le sue qualità, ricade sul produttore e sulla sua moralità. Un esempio concreto: scrivere che il titolare tratta male i clienti e applica prezzi assurdi è legale, mentre scrivere che è un ladro o un imbroglione non lo è.
I criteri usati dai giudici per valutare una recensione sono tre: verità, continenza e pertinenza. La verità è il primo elemento da considerare: la recensione deve contenere fatti verificabili e basati sulla realtà, non solo un'opinione personale. La continenza riguarda invece il linguaggio: il linguaggio può essere pungente e incisivo, ma non deve trasformarsi in attacchi personali gratuiti, insulti o espressioni volgari; la critica non può risolversi in un'aggressione distruttiva dell'onore e della reputazione.
Come e quando sporgere querela
Chi ritiene di essere stato diffamato ha tempi stretti per agire. La querela deve essere presentata entro tre mesi dal fatto o dal giorno in cui l'offeso ne ha avuto notizia: si tratta di un termine perentorio, la cui inosservanza comporta la decadenza dal diritto di proporre querela. Sul piano civile i tempi sono più lunghi: le azioni per risarcimento del danno da atti illeciti vanno avviate entro cinque anni dal giorno in cui il danneggiato ne ha avuto conoscenza.
La querela può essere presentata anche senza avvocato: è una dichiarazione con cui si segnala all'autorità di aver subito un reato e di per sé non ha alcun costo. Se invece ci si affida a un legale, i costi indicativi variano molto a seconda della fase: per la sola redazione della querela un avvocato può chiedere tra 200 e 500 euro, mentre se il caso arriva a processo la parcella può salire tra 1.500 e 5.000 euro, in base all'entità del danno e alla difficoltà del procedimento. Una lettera di diffida preliminare, spesso il primo passo prima della querela vera e propria, costa in media tra 150 e 250 euro.
Vale la pena andare fino in fondo?
Un avvocato con esperienza diretta nel settore consiglia prudenza: la lettera dell'avvocato, o finanche la denuncia per diffamazione, dovrebbe essere l'ultima spiaggia, perché c'è un tempo per ogni cosa. Va anche considerato che, nella maggior parte dei casi, l'obiettivo reale non è la condanna penale ma la rimozione del contenuto: in genere, alla pronta rimozione del commento non segue quasi mai un'azione giudiziaria, sia civile che penale, perché l'interesse principale della persona offesa è evitare la diffusione del post.
Cosa fare subito
- Prima di tutto, verificare se la recensione contiene fatti falsi, insulti o accuse di reati (furto, truffa, cibo avariato senza prove): solo in questi casi si esce dal perimetro della critica lecita.
- Conservare screenshot con data e ora della recensione, utili sia per la segnalazione alla piattaforma sia come prova per un'eventuale querela.
- Rispettare il termine di tre mesi dalla conoscenza del fatto se si decide di procedere penalmente.
- Chiedere sempre un preventivo scritto all'avvocato prima di avviare qualsiasi azione, e valutare con lui se conviene davvero, considerando tempi, costi e probabilità reali di successo rispetto al beneficio ottenibile.



