Pizzerie a catena al Nord, familiari al Sud: cosa dicono i dati TheFork e FIPE
TheFork conta 132 pizzerie a catena al Nord contro 29 al Sud e Isole. FIPE: il 74,3% delle pizzerie napoletane resta a conduzione familiare.

- Il marchio "pizza napoletana" in insegna può valere fino al 20% in più, secondo FIPE Campania
Perché un pizzaiolo di Milano apre più facilmente una seconda e una terza sede, mentre uno di Napoli resta quasi sempre fermo al locale di famiglia? La risposta arriva dai numeri dell'Osservatorio Ristorazione Moderna-TheFork, costruito su dati raccolti tra aprile 2025 e marzo 2026, e da quelli dell'Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana (OSEPN), promosso da FIPE.
Il divario Nord-Sud nei numeri
Su TheFork sono censiti 767 ristoranti appartenenti a grandi catene, gruppi con più di cinque ristoranti, che rappresentano il 4% del totale su oltre 18mila locali attivi. Tra questi, la pizza è uno dei format più presenti: 132 locali a catena al Nord contro 29 al Sud e nelle Isole.
Il divario non dipende solo dai capitali disponibili. A Napoli, la pizzeria resta un'impresa di famiglia: secondo l'OSEPN, il comparto pizza in Italia vale 15 miliardi di euro l'anno, con più di 50.000 pizzerie e oltre 300.000 addetti, ma la struttura resta frammentata. Nello specifico il 74,3% delle imprese è a conduzione familiare e il 76% ha una sola sede, un modello che punta sulla riconoscibilità locale più che sulla replicabilità.
Il confronto con l'Europa
Il quadro italiano è comunque ancora arretrato rispetto ad altri mercati: in Italia le catene rappresentano il 4% dei ristoranti presenti su TheFork, la quota sale al 14% in Francia, al 18% in Spagna e al 35% nel Regno Unito.
Cosa conviene fare a chi gestisce una pizzeria indipendente
Per chi lavora al Sud, il modello familiare non è un limite da correggere: è un asset da comunicare. Lo conferma chi segue il comparto da vicino: secondo Massimo Di Porzio, presidente FIPE-Confcommercio Campania, inserire la dicitura "pizza napoletana" accanto al nome del locale garantisce un valore aggiunto di almeno il 20%.
Anche sul fronte dei consumi, i numeri non sono negativi per i locali indipendenti: nel Rapporto Ristorazione FIPE-Bain&Co, le pizzerie indipendenti hanno registrato un +2% di visite, mentre i locali di fascia medio-bassa hanno segnato un -2%. Per un titolare, questo significa che puntare su identità territoriale, materie prime riconoscibili e menu legato alla tradizione resta una strategia che il mercato premia, anche senza l'espansione in franchising.




