Prenotazioni e no-show

TheFork e la commissione per coperto: come funziona e cosa controllare nel contratto

Come funziona la fee per coperto di TheFork, i pacchetti di visibilità separati e l'impatto del programma Yums sul margine del ristorante.

TheFork e la commissione per coperto: come funziona e cosa controllare nel contratto
In breve
  • TheFork applica una commissione per ogni coperto che si presenta, non per prenotazione: i no-show non vengono fatturati
  • La fee esatta non è pubblicata da TheFork: è scritta nel contratto del singolo ristorante e visibile nel pannello
  • I pacchetti di visibilità (posizionamento, badge, campagne) hanno un costo fisso mensile separato dalla commissione variabile
  • Con il programma Yums lo sconto al cliente è diviso a metà tra TheFork e il ristorante

Chi gestisce un ristorante e lavora con TheFork spesso fatica a capire quanto gli costa davvero la piattaforma a fine mese. La risposta non è un numero unico: dipende dal contratto firmato, dai servizi aggiuntivi attivati e da quanti clienti arrivano tramite il programma fedeltà Yums. Vale la pena ricostruire pezzo per pezzo il meccanismo.

La commissione è per coperto, non per prenotazione

TheFork opera con un modello a commissione per coperto. Per ogni prenotazione completata (il cliente si è presentato e ha consumato), TheFork trattiene una fee per coperto. Questo significa che se la prenotazione è per 4 persone, il ristoratore paga per 4 coperti; se per 2, per 2. Un punto a favore del ristoratore: le prenotazioni che non si presentano (no-show) non vengono fatturate — questo è uno dei vantaggi reali della piattaforma rispetto al telefono, dove i no-show non costano nulla ma fanno perdere il tavolo.

Quanto vale questa fee? Qui bisogna essere precisi: TheFork non pubblica la fee per coperto sulla pagina partner, quindi le cifre che circolano sono riferite dai ristoratori e non un listino verificabile. Diverse fonti indipendenti riportano importi compresi tra circa 1,90 e 2,60 euro a coperto, ma restano stime di mercato, non un listino ufficiale. Il numero che vale per ogni singolo locale è scritto nel proprio contratto e nel pannello TheFork.

Un riferimento storico utile per capire la dinamica dei prezzi: a gennaio 2023 TheFork aveva annunciato di aumentare del 12,6% il costo delle commissioni che un ristorante paga per il servizio di prenotazioni online, un aumento contestato duramente da la Federazione italiana pubblici esercizi, che lo definì esagerato e ingiustificato. Segno che le condizioni commerciali possono cambiare nel tempo: vale la pena rileggere il proprio contratto a ogni rinnovo.

La visibilità si paga a parte

Oltre alla fee variabile sui coperti, TheFork propone pacchetti di visibilità a pagamento: posizionamento privilegiato nella ricerca, badge speciali, campagne promozionali, con costi fissi mensili separati dalla commissione variabile. Chi valuta il costo complessivo della piattaforma deve sommare queste due voci, non limitarsi alla sola commissione per coperto.

Yums: lo sconto è diviso a metà

Il programma fedeltà Yums premia i clienti che prenotano spesso tramite l'app. Secondo la pagina ufficiale di TheFork, i punti si convertono in buoni sconto su soglie fisse:

Yums accumulati Sconto per il cliente
1.000 Yums 20 €
2.000 Yums 50 €

Per il ristorante che aderisce, il costo non è intero: il mese seguente il locale riceve una fattura unica nella quale viene stornato il 50% dell'importo totale degli sconti fedeltà applicati. In pratica, per 20 euro di sconto, 10 li mette TheFork e 10 il ristorante, e lo stesso vale per i 50 euro. Un locale che aderisce agli Yums deve quindi considerare questo costo aggiuntivo nel calcolo del margine per coperto, sommandolo alla commissione variabile.

Cosa fare subito

Prima di valutare se TheFork conviene, un ristoratore dovrebbe:

  • aprire il proprio pannello TheFork e verificare la fee per coperto effettiva applicata al contratto, senza fare riferimento a cifre lette online;
  • separare nel conto economico la commissione variabile sui coperti dai canoni fissi per visibilità e pacchetti promozionali;
  • se aderisce agli Yums, calcolare quanti coperti al mese arrivano con lo sconto e sottrarre la propria quota del 50% dal margine;
  • distinguere i clienti che la piattaforma porta davvero per la prima volta da quelli abituali che avrebbero comunque prenotato per telefono: solo sui primi la commissione è un investimento, sui secondi è un costo puro.

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