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Clienti diversi per generazione: cosa cambia per chi gestisce un ristorante

Circana fotografa un mercato della ristorazione europea stabile nei numeri ma diviso per generazione: proteine e delivery per i più giovani, convivialità per i Boomer.

Clienti diversi per generazione: cosa cambia per chi gestisce un ristorante
In breve
  • Per la Gen X il fattore decisivo non è il prezzo ma l'offerta di prodotto
  • i Boomer preferiscono pasti lunghi e conviviali

Un ristorante che punta solo sull'età del cliente per capire cosa proporre rischia di sbagliare strategia. È quanto emerge da un'analisi di Circana, presentata il 21 settembre 2026 all'European Foodservice Summit di Madrid da Edurne Uranga, VP Foodservice Europe della società di ricerca.

Nei cinque principali mercati europei della ristorazione – Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia – la spesa è cresciuta dell'1,4% nell'anno terminato a giugno 2026, mentre le visite sono diminuite dello 0,7%. La spesa media per consumatore è aumentata del 2,1%. Un quadro che sembra stabile, ma "il comportamento del consumatore sta evolvendo sotto ai numeri aggregati", ha spiegato Uranga.

Cosa cambia tavolo per tavolo

Per la Gen Z la salute entra nel piatto ogni giorno: attenzione alle proteine, prodotti naturali e una quota rilevante che pratica il digiuno intermittente, con un consumo di caffè più contenuto rispetto alle altre fasce. È un segnale utile per chi scrive il menu o organizza gli orari del servizio: chi punta su un pubblico giovane può valorizzare piatti proteici e fasce orarie diverse dal classico pranzo-cena.

I Millennials, invece, frequentano spesso il ristorante da soli, un'occasione che secondo Circana pesa per un terzo delle loro visite ai pasti principali, con una spesa più alta di quanto ci si aspetterebbe. Vale la pena pensare a tavoli singoli ben pensati, non solo relegati agli angoli peggiori della sala.

La Generazione Alpha si distingue per l'uso del delivery, sette volte superiore a quello dei Baby Boomer secondo la ricerca, e per una preferenza più marcata verso i marchi riconoscibili in fase di scelta.

Per la Gen X, nonostante le preoccupazioni sul costo della vita, il prezzo non è il primo criterio di scelta del ristorante: al primo posto c'è l'offerta di prodotti, seguita dalla praticità. Segno che comunicare bene cosa si offre conta più di uno sconto.

I Baby Boomer, pur pesando per una quota importante della popolazione, incidono meno sulla spesa complessiva e mostrano una preferenza per pasti più lunghi e conviviali con gli amici, spesso a orari diversi dalla sera.

Cosa può fare un ristoratore

Chi gestisce sala e cucina può usare questi segnali per differenziare l'offerta in base al target reale della propria clientela: menu con opzioni proteiche e naturali per attirare i più giovani, tavoli pensati per chi mangia da solo, un servizio delivery curato per le famiglie con figli piccoli, e occasioni pranzo più distese per la clientela over 60.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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