Gestione e costi

Spesa alimentare a 95 euro in Europa: cosa significa per il food cost dei ristoranti

Circana: il carrello tipo europeo sale a 95,35 euro. Per la ristorazione significa più pressione su food cost e listini, con forti differenze tra Paesi.

Spesa alimentare a 95 euro in Europa: cosa significa per il food cost dei ristoranti
In breve
  • Il carrello medio EU6 raggiunge 95,35 euro, +5,4% in tre anni (Circana)
  • Forte divario tra Paesi: Germania a 71,20 euro, Francia a 104,43 euro
  • L'Italia si ferma a 81,49 euro, sotto la media europea
  • Per la ristorazione: clienti più attenti al prezzo e margini sotto pressione

Il costo della spesa alimentare in Europa continua a salire e il dato non riguarda solo le famiglie: incide direttamente sul food cost dei ristoranti, sulla trattativa con i fornitori e sulla costruzione dei listini. Secondo l'analisi Demand Signals Spotlight di giugno 2026 di Circana, un paniere standard composto da 35 prodotti alimentari e per la casa nei principali mercati europei (EU6) raggiunge oggi i 95,35 €, circa 5 euro in più rispetto a tre anni fa.

Il dato aggregato nasconde però differenze enormi tra un Paese e l'altro. La Germania si conferma il Paese con il carrello più economico (71,20 €), circa 24 euro sotto la media EU6, mentre la Francia guida la classifica dei mercati più costosi con 104,43 €, seguita da Regno Unito e Paesi Bassi. L'Italia si colloca sotto la media europea, con un carrello tipo che vale 81,49 euro, in crescita di 4,05 euro (+5,2%) rispetto a tre anni fa.

Tra i mercati monitorati, il Regno Unito è quello che ha corso di più: secondo Circana i consumatori del Regno Unito hanno registrato il maggiore aumento del costo del carrello tra i principali mercati europei, con il carrello tipico aumentato di 9,07 euro (+10,0%) da aprile 2023, a fronte di un incremento medio EU6 di 4,86 euro (+5,4%).

Cosa cambia per chi gestisce un locale

Il rallentamento dell'inflazione non ha riportato i prezzi ai livelli pre-2023. Ananda Roy, SVP Consumer Goods Industry Advisor di Circana, ha spiegato che "sebbene l'inflazione abbia rallentato, i consumatori stanno ancora pagando molto di più per i beni di uso quotidiano rispetto a pochi anni fa. Poiché i bilanci delle famiglie rimangono sotto una certa pressione, la clientela continua a dare priorità al valore, cercando promozioni, cambiando negozio e gestendo con attenzione ciò che inserisce nel proprio carrello".

Per un ristoratore questo significa due cose insieme: un cliente più attento al prezzo anche quando esce a mangiare fuori, e materie prime, energia e logistica che restano costose. Circana segnala inoltre che le prospettive per i prossimi mesi indicano volatilità persistente, legata anche a tensioni geopolitiche e fragilità delle filiere.

Cosa fare subito: ricalcolare il food cost dei piatti più venduti confrontando i listini degli ultimi tre mesi, verificare se i fornitori hanno già scaricato aumenti non ancora recepiti nel menu e valutare, dove serve, un aggiustamento mirato dei prezzi anziché un rialzo generalizzato.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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