Gestione e costi

Come calcolare il food cost di un piatto: la formula passo passo

La formula per calcolare il food cost di un piatto, un esempio pratico passo passo e le soglie percentuali indicative per primi, secondi, pizza e bar.

In breve
  • Formula base: (costo ingredienti / prezzo di vendita) x 100
  • Esempio pratico di calcolo passo per passo su un piatto tipo
  • Differenza tra food cost teorico (da ricetta) e food cost reale (con sprechi e scarti)
  • Soglie indicative per categoria: pizzerie 20-25%, ristoranti tradizionali 25-35%, gourmet anche oltre 35%

Sapere quanto costa davvero un piatto è il primo passo per fissare un prezzo che copra le spese e lasci margine. Il food cost è l'indicatore che misura questo rapporto: senza calcolarlo, si rischia di scoprire solo a fine mese che il menu non regge i conti. Ecco come calcolarlo passo per passo, con un esempio pratico.

La formula base

La formula è semplice:

Food cost % = (costo ingredienti del piatto / prezzo di vendita) x 100

Il "costo ingredienti" è la somma del costo delle materie prime usate per una porzione, calcolato al grammo o al millilitro in base alle grammature della ricetta. Il "prezzo di vendita" è il prezzo di listino del piatto, al netto di IVA per un calcolo più preciso.

Un esempio pratico

Prendiamo una carbonara come esempio didattico (i valori sono indicativi: vanno sostituiti con i costi reali dei propri fornitori).

  1. Elencare gli ingredienti e le grammature: pasta, guanciale, uova, pecorino, pepe.
  2. Calcolare il costo al grammo di ogni ingrediente dividendo il prezzo di acquisto per il peso della confezione.
  3. Moltiplicare il costo al grammo per la grammatura usata in porzione.
  4. Sommare tutti i costi: si ottiene il costo ingredienti della porzione.
  5. Dividere il costo ottenuto per il prezzo di vendita del piatto e moltiplicare per 100.

Se il totale ingredienti risulta, per esempio, 3,50 euro e il piatto è in menu a 12 euro, il food cost è (3,50/12) x 100 = 29,2%. Lo stesso schema si applica a qualsiasi piatto, dal primo al dolce: cambia solo l'elenco degli ingredienti.

Food cost teorico e food cost reale

Il food cost calcolato sulla scheda ricetta è il food cost teorico: presuppone grammature rispettate e zero sprechi. Il food cost reale, invece, tiene conto di scarti, porzioni non standard, errori in cucina e differenze di magazzino, e si calcola confrontando gli acquisti effettivi con il fatturato di un periodo. Quando lo scostamento tra i due valori è ampio, il problema quasi sempre non è il prezzo del piatto ma la gestione in cucina: porzionatura non uniforme, sfrido non calcolato o magazzino poco controllato.

Le soglie indicative per categoria

Non esiste un unico numero valido per tutti i locali: la percentuale varia in base al tipo di attività e alla rotazione dei tavoli.

  • Pizzerie: 20-25%, grazie alla standardizzazione della proposta.
  • Ristoranti tradizionali: 25-35%.
  • Ristoranti gourmet o fine dining: spesso oltre il 30-35%, per via di materie prime pregiate e preparazioni complesse.
  • Bar: la voce va valutata separando food e beverage, che hanno marginalità diverse.

Questi valori sono riferimenti di mercato riportati da diverse guide di settore della ristorazione: vanno usati come benchmark, non come regola fissa, e confrontati con i costi fissi reali del locale.

Cosa fare subito

Prendere gli ultimi tre piatti più venduti del menu e calcolare il food cost con la formula base. Se qualcuno supera nettamente le soglie indicative per la propria categoria, è il momento di rivedere grammature, fornitore o prezzo di vendita.

Questo articolo è stato redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale a partire da fonti ufficiali, poi verificato e approvato dalla redazione. Come lavoriamo

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